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I PANEVIN IN PROVINCIA DI TREVISO - VENETO |
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| Le origini del panevin sono sicuramente antichissime;
nato come rito che coinvolge il fuoco e la terra, fu poi influenzato
dalla fede cristiana che ne ha voluto vedere il mezzo per illuminare
la via ai Re Maghi che si erano smarriti. |
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Originariamente il panevin celebrava col fuoco
il solstizio dinverno che, secondo il Calendario Giuliano, cadeva
il 25 dicembre; tale evento coincise in seguito col giorno della
nascita di Gesù ed infine fu spostato di 12 giorni alla vigilia
dell’epifania. |
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| Il panevin è composto da un cumulo di rami secchi, sterpaglie, legna e quant’altro un tempo
era inutile e destinato ad essere bruciato; è alto fino a 8 - 10 metri, con la base circolare
con diametro 3 - 4 metri. |
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| Spesso sulla sommità del panevin viene posto un fantoccio dalle sembianze di una vecchia signora,
chiamata "vecia", responsabile di tutti i malanni e sfortune dell'anno appena passato. |
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A sinistra: Il Panevin di Arcade, uno dei più famosi Panevin della provincia di Treviso |
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Un tempo la realizzazione del panevin
era a livello famigliare; oggi, invece, il panevin è costruito
da associazioni, come nel caso del panevin di Arcade
(nel 2012 alla 45a edizione), il più famoso della provincia
di Treviso, organizzato dall’Associazione Alpini di Arcade.
Il panevin di Arcade 2012 avrà luogo ancora una volta in Piazza Vittorio Emanuele III, ma non più di fronte al sagrato della Chiesa di Arcade.
È usanza ancora oggi, durante il falò,
mangiare la pinza e bere il vin brulé (ottenuto dal vino bollito,
chiodi di garofano e cannella). |
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In genere i falò, nella provincia
dei Treviso, vengono accesi la sera del 5 Gennaio, vigilia dell’epifania,
ma non sono rari i casi di panevin che sono accesi nei due giorni
successivi.
Faceva eccezione il panevin di Nervesa della Battaglia che era acceso
il 3 Dicembre fino a qualche anno fa, in tale occasione si celebrava S. Nicolò, protettore
degli zatèri, secondo un’antica tradizione della sinistra Piave,
ma sempre nel territorio del Comune di Nervesa della Battaglia i fuochi
sono accesi il 17 Gennaio a Santa Croce del Montello (il giorno di
S. Antonio) e tre giorni prima a Sovilla. |
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| Il 24 Dicembre 2012 il panevin viene acceso a Colfrancui,
nei dintorni di Oderzo, in questo caso si tratta di un ceppo (chiamato:
soc Nadaìn ossia ceppo natalizio) che viene fatto
ardere solo da un’estremità per poi essere spento e riacceso
il giorno del panevin.
Dall’andamento del fumo e delle faville si traevano gli auspici
per l’anno appena iniziato: se queste vanno verso sud o verso ovest
perché spinte dal vento umido portatore di piogge, il raccolto
sarà abbondante; se fumo e faville del panevin vanno verso
nord o verso est, il raccolto sarà scarso.
Vasta è la diffusione del panevin: in Provincia di Treviso,
Venezia, Vicenza, Belluno (dove è chiamato "pavaroi"
o "pavarui") ed in Friuli (dove è chiamato
"pignarûi" o "palavins").
Analoghi auspici si traggono dal fumo e dalle faville generate dai
falò e dai fuochi che si fanno in Sicilia, Svizzera, Germania
e Francia.
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| Un rito analogo, che viene fatto coincidere col solstizio
d’estate, è rappresentato dai Fuochi di San Giovanni
che sono accesi sulle rive di corsi d’acqua in Norvegia e Finlandia;
anche in questo caso è osservato l’andamento delle faville
ed interpretato a seconda della direzione del vento. |
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PANEVIN: FALÒ IN VENETO |
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