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ASSEMBLEA DELL’ATENEO DI TREVISO

5 Dicembre 2008
 
COME CI SI SPOSAVA, COME CI SI VESTIVA A TREVISO
 
Si terrà venerdì 5 dicembre 2008 la seconda assemblea (palazzo dell’Umanesimo Latino, ore 17) dell’anno accademico dell’Ateneo di Treviso. Giovanni Battista Tozzato parlerà su “Matrimoni e doti nel Medioevo”, Francesca Piovan parlerà su “Corredi nuziali nel Rinascimento”.
 

Dopo aver accennato all’importanza che ebbe l’istituto del matrimonio fra i popoli antichi, Tozzato ricorderà i vari passaggi nella legislazione sull’argomento fra l’ordinamento romano e quello canonico dell’era cristiana, in particolare sulle norme statutarie del nostro Medioevo.

     
Ecco poi i costumi medievali riguardanti il rito matrimoniale, accompagnato dal contratto dotale, nonché sulle difficoltà socio-economiche che potevano influire negativamente sulla famiglia dell’Età di Mezzo. Il tema è supportato da numerosa documentazione, ricavata soprattutto dagli atti notarili dell’Archivio Storico trevigiano.
     
Francesca Piovan concentrerà poi l’attenzione sull’abbigliamento femminile trevigiano della seconda metà del XVI secolo.    
   
Partendo da una specifica tipologia di fonte scritta legata all’ambito muliebre si delinea il modo di vestire delle trevigiane dell’epoca.
Dallo studio si evince come la moda sia un fatto storico e sociale insieme, esprimendo le evidenze socio-economiche, tecnologiche del mondo cui appartiene e assumendo un ruolo di strumento di diversificazione sociale.
   
A Treviso, infatti, accanto a una privilegiata élite aristocratica, che partecipa al gioco dell’apparenza con le forme del lusso seguendo i suggerimenti, dapprima, della moda veneziana, poi del dilagante codice vestiario spagnolo, si collocano le donne del variegato ceto medio (identificabile nelle arti cittadine), per le quali l’abito si caratterizza per una decrescente qualità dei tratti sartoriali e dei materiali. Si raggiunge, quindi, un’accentuata semplicità di forma e di materia tessile nell’abito delle donne del popolo minuto, che possiedono solo un vestiario indispensabile a una quotidianità fatta di lavoro.
 
 
 
   
 
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